Volete provare un nuovo tè e cambiare le vostre abitudini? Lasciatevi conquistare dal tè argentino o maté per vivere nuove sensazioni gustative. È una bevanda emblematica in Argentina. La storia dello yerba mate racconta che questa bevanda viene consumata quanto il caffè o il tè. Va inoltre sottolineato che il maté occupa un posto particolare nella cultura sudamericana. Ricco di mateina e polifenoli naturali, si gusta tradizionalmente nel corso della giornata. Ripercorriamo innanzitutto la storia del maté.
Storia del maté, le origini
Per approfondire la storia del maté, torniamo alle origini. Le foglie del maté costituivano l'alimentazione degli indigeni, in particolare durante le lunghe marce. Per il popolo Guaraní, il maté era una vera e propria religione che univa le persone e fungeva da moneta di scambio con le popolazioni inca e charrúa. I conquistadores spagnoli furono i successivi a scoprire e diffondere l'uso di questa bevanda dalle interessanti proprietà. In seguito, i gesuiti contribuirono ampiamente allo sviluppo del maté e al suo studio approfondito. Il segreto della germinazione andò perduto con la loro scomparsa. Bisognerà attendere l'inizio del XX secolo per ritrovare una coltivazione del maté simile a quella attuale. Dopo numerosi tentativi in diversi paesi, il verdetto è chiaro: la coltivazione dello yerba mate si sviluppa soltanto nella sua regione d'origine, che si estende tra Uruguay, Paraguay, Argentina e il sud-ovest del Brasile. Il clima tropicale e umido di queste regioni è infatti ideale per la crescita del maté. Questa pianta rappresenta dunque una risorsa preziosa per gli abitanti di questi territori.
Storia del maté, i processi di trasformazione
Allo stato selvatico, il maté è un albero che fiorisce da ottobre a dicembre. In coltivazione raggiunge in media i 4 metri di altezza. Dopo la germinazione, viene trasferito in vivaio e occorre attendere circa 4 anni per ottenere i primi raccolti. Una pianta produce circa 20 chili di foglie utilizzabili all'anno. È però necessario agire rapidamente: le foglie devono essere trasformate in maté entro 24 ore dalla raccolta. Le foglie vengono poi lavorate, essiccate e triturate, prima di essere riposte in un sacco per un periodo uguale o superiore a un anno. Questa fase di maturazione è indispensabile per raggiungere il sapore unico del maté tradizionale.
Storia del maté, le virtù di questa bevanda
Fin dalle sue origini, il maté accompagna la vita quotidiana dei popoli sudamericani. Il popolo Guaraní lo apprezzava già per le sue note stimolanti e tonificanti. Consumato regolarmente, una tazza di tè maté è tradizionalmente associata a un momento di vitalità, apprezzato per ravvivare l'energia nel corso della giornata. La sua mateina gli conferisce un carattere rinvigorente, più delicato di quello del caffè. Il maté è inoltre un'eccellente fonte di vitamine del gruppo B e antiossidanti naturali. Come ogni bevanda, si apprezza nell'ambito di un'alimentazione varia e di uno stile di vita equilibrato, e non sostituisce il parere di un medico.
Storia dello yerba maté e simbologia
La storia della yerba maté ha inizio presso i Guaraní. Oltre a far parte della loro alimentazione, questa pianta emblematica veniva offerta come dono rituale durante le cerimonie sacre. La storia del maté parla di un dono degli Dei. La preparazione di questo momento, però, non va lasciata al caso. Di norma si beve in una calebasse (ovvero una zucca svuotata e poi essiccata) con una cannuccia metallica. Oggi, nella storia del maté contemporanea, bere questo tè significa condividere un bel momento tra lunghe e piacevoli conversazioni.
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