
Classificato al secondo posto, subito dopo l'acqua, tra le bevande più consumate al mondo, il tè conquista oltre il 60% dei francesi. Attenti alla qualità degli ingredienti, molti si orientano verso il tè bio. Ma nel labirinto delle certificazioni del tè biologico, come scegliere quella che garantisce davvero un'agricoltura bio e il rispetto dei produttori? Qualche spiegazione.
Le certificazioni serie per i tè biologici
Nel 2019, il mercato del tè valeva circa 55 miliardi di dollari. Una cifra che spinge a incrementare la produzione, con più o meno etica. Per orientarsi in questo mercato in piena espansione, le certificazioni del tè bio sono sempre più apprezzate. Se alcune rappresentano valori autentici, come il label bio europeo o il certificato AB, altre si limitano a un controllo minimo della produzione e dell'uso di fertilizzanti chimici. Uno sguardo approfondito sulle certificazioni del tè biologico.
Il label bio europeo
Il label bio europeo è l'unico obbligatorio, con un quadro giuridico europeo. Questa certificazione, il cui logo è poco conosciuto, mira a rispettare i cicli naturali e a favorire un'agricoltura sostenibile, sia per la qualità dei prodotti che per il benessere dei produttori.
Il label AB
Il certificato AB, dal logo molto riconoscibile, è di origine francese. Il suo obiettivo è valorizzare i prodotti 100% biologici la cui produzione rispetta l'ambiente. I prodotti biologici certificati sono garantiti senza pesticidi né composti chimici.
Le altre certificazioni interessanti
Oltre a queste certificazioni del tè bio, altre meritano attenzione:
- il label Max Havelaar, che garantisce un commercio equo e solidale con un reddito minimo dignitoso per i produttori;
- il label Rainforest Alliance, che si impegna a proteggere le foreste primarie attraverso un'agricoltura responsabile a favore dei piccoli produttori;
- il label UTZ CERTIFIED, che garantisce condizioni di lavoro dignitose per i produttori e il rispetto dell'ambiente.
Le promesse delle certificazioni del tè bio
Per i tè biologici, ma anche per altre piante come il caffè o il rooibos, esistono numerose certificazioni. Ma quali garantiscono davvero un tè 100% bio? Puntano a valorizzare il commercio equo, la tutela dell'ambiente o l'assenza di pesticidi e fertilizzanti chimici? I principali label del tè bio, analizzati uno per uno.
Le promesse del label bio europeo
Il label bio europeo promuove l'eccellenza qualitativa attraverso un'agricoltura rispettosa dei cicli naturali. Presente in tutti i paesi europei, questa certificazione garantisce:
- prodotti con almeno il 95% degli ingredienti provenienti dall'agricoltura biologica;
- prodotti consegnati direttamente dai produttori in confezione (latta o bustina) sigillata;
- indicazioni di tracciabilità chiare e precise.
Le promesse del label AB
La certificazione AB è molto vicina, per quanto riguarda il disciplinare, al label bio europeo. Secondo l'Agenzia francese per lo Sviluppo e la Promozione dell'Agricoltura Biologica, questa certificazione garantisce:
- prodotti con almeno il 95% degli ingredienti provenienti dall'agricoltura biologica, rispettosa dell'ambiente e del benessere animale;
- ingredienti coltivati senza pesticidi e senza prodotti chimici;
- una presenza massima di OGM pari allo 0,9% nel prodotto trasformato;
- indicazioni di tracciabilità chiare e precise.
Una certificazione è garanzia di qualità?
Con i loro disciplinari rigorosi, certificazioni come l'AB o il label bio europeo rappresentano una vera garanzia di qualità: assicurano prodotti con pochissimi o nessun pesticida né fertilizzante chimico. Ma significa forse scartare i tè privi di certificazione bio? Non necessariamente: le certificazioni hanno un costo elevato e alcuni piccoli produttori, soprattutto nelle piccole piantagioni dei paesi asiatici, non hanno i mezzi per ottenerle per le proprie foglie di tè.